CANE DA PRESA MERIDIONALE    il progetto


Sia nella storia più remota che in quella più recente, il Molosso meridionale è stato allevato e dunque rappresentato (con la pittura e la scultura, prima e con documentazioni fotografiche, poi) con una relativa variabilità sia morfologica (di tipo) che di impiego (funzione) ma, sempre con delle caratteristiche zootecniche e cinognostiche comuni e di base che lo hanno reso e lo rendono tutt’oggi per intelligenza, coraggio e performance fisiche unico, inimitabile e meritevole di tutta la passione che siamo in grado di dedicargli.


Chiamato dagli antichi romani Canis Pugnax, dai saggi partenopei Can’ ‘e Pres’ e da alcune popolazioni meridionali Can’ ‘e Corz’, noi abbiamo deciso di dare un solo nome per un solo cane: CANE DA PRESA MERIDIONALE

I criteri morfologici , sanitari e attitudinali con cui gli individui sono stati e saranno scelti non possono prescindere dal tener conto del contesto storico, culturale e della tradizione agro – zootecnica in cui i soggetti vengono individuati.
Fino ad oggi, tutti i cani inseriti nel Progetto appartengono agli ecotipi “pesante” (classificato dall’ENCI come Mastino Napoletano) e “leggero” (classificato dall’ ENCI come Cane Corso) dell’antico ceppo romano di Canis Pugnax, ovvero del moderno C.P.M.

Quando parlo di tipo pesante, mi riferisco a quegli esemplari con maggiori masse muscolo – scheletriche (altezza e peso verso i limiti massimi dello standard) e con un’etologia a maggiore vocazione territoriale (tempra più che temperamento e spiccate doti di guardiano).

Quando parlo di tipo leggero faccio, invece, riferimento ad individui più nevrili ed “asciutti” (altezza e peso verso i limiti minimi dello standard) e con un'etologia a maggiore vocazione predatoria (temperamenrto più alto che li predispone ad una maggiore attitudine come bovari e cacciatori).

Naturalmente, determinanti comuni, tra l’altro ed in parte già ben riassunte dal vecchio standard dello Scanziani, sono caratteristiche cinometriche e morfologiche quali conformazione robusta, “stare nel rettangolo”, assi cranio – facciali paralleli o lievemente convergenti, struttura ossea importante, ampia capacità respiratoria, “movimento felino”, ecc.; caratteristiche etologiche quali intelligenza, coraggio ed ecletticità d’impiego. Oltre che una spiccata rusticità e buone attitudini riproduttive.


Culla d’origine e di allevamento del tipo pesante e, comunque, più in generale, del tipo ancestrale e filogeneticamente più correlato all’antico molosso romano, resta la Campania già nota ai romani come Campania Felix.
Ricordiamo a tal proposito fra i soggetti già impiegati nel nostro piano di selezione , cani come Guaglione e Pacchiana di linea vesuviana antica e poco avvezza alla cinofilia ufficiale e Monzon, che pur venendo da una selezione omologata ENCI, conservava buone caratteristiche di tradizione zootecnica partenopea. In quest’area geografica sono stati e verranno ancora individuati esemplari utili e funzionali al progetto.

Di contro, regioni in cui, tradizionalmente , si è dedicati all’allevamento del tipo leggero, sono senz’altro la Lucania, la Puglia, il Molise e un po’ tutte le Regioni del Mezzogiorno d’Italia dove i contesti più rurali e le esigenze di impiego più disparate hanno indirizzato l’allevamento verso “varianti“ che meglio si adattavano agli ecotipi di appartenenza. Anche in queste zone sono stati e verranno ancora individuati esemplari propedeutici al Progetto.
Anche in questo caso, per fare qualche nome, mi piace ricordare come soggetti importanti impiegati nel Progetto cani storici come Astor, Nero e Vesna.

Oltre a costanti ed appassionate ricerche che ormai da più di vent’anni realizziamo negli areali di distribuzione della nostra amata razza, momenti ideali per il reclutamento di nuovi esemplari da inserire nel Progetto sono e saranno i raduni e le giornate tecnico – scientifiche dedicate al Cane Da Presa Meridionale.

Dr. Domenico Carratù